NON VOGLIO CAMBIARE...
Inizio con dare un nome alla ragazza dei miei racconti, e con tutti i suoi ricordi la trascino nel presente.
Mara ha 24 anni, una vita felice, piena di sogni e di bellezza, la vecchiaia non la conosce, non sa nulla, sa solo che sono persone, anzi di più.
Ama parlare con persone più anziane, le piace sentire raccontare la loro vita, i loro ricordi diventano per lei degli stralci di epoche passate, dove ci si può confrontare leggendo libri per capire il passato, così va in contro al suo futuro.
Persone che lei vede come maestri, con una dignità che solo chi ha vissuto e sofferto ha incollato addosso, e non basta una malattia umiliante a farla sparire.
Mara è l'ultima arrivata e le colleghe fanno a gara per metterla a disagio, si divertono del suo imbarazzo quando deve lavare un uomo.
Già un uomo, non Giovanni che mi guarda in silenzio, le sue gambe sono morte, ma gli occhi brillano di lacrime, gli stringo la mano, sperando che colga anche la mia di vergogna.
Vergogna perchè non posso aiutarlo, vergogna per come lo trattiamo, la lacrima scende, trova la strada e cade sulla mia mano, incontro il suo sguardo e leggo tutto il dolore del mondo.
Ora devo andare da Clelia, la mia compagna di turno inizia la solita solfa, "non fermarti, mettila sulla comoda e portala nel soggiorno, non ascoltarla, se tutte qui dentro facessero come te...."
oggi sono stanca, ho male alla schiena, non abbiamo argani per spostare i pazienti, solo le nostre braccia, sono stanca.
Entro da Clelia, lei "vive" da sola, la sua stanza è piena di libri e foto, è tutto quello che le resta della sua vita passata.
Ho deciso stamattina farò presto!
"Forza, Clelia, oggi niente bagno, ho troppo da fare, ti metto sulla comoda, e poi non ho tempo nemmeno per pettinarti, ti porto in sala con gli altri, dai che ti metto sul...."
mi blocco, Clelia mi sta guardano con una dolcezza infinita,
e mentre cerco di metterla sulla comoda mi abbraccia, mi bacia e mi dice
" Mara, Mara, a stare con i lupi si impara a ululare"
Al diavolo tutti, io non sono così!
"Hai ragione Clelia, scusami, non importa se la suora mi farà un richiamo, non importa se vorranno lasciarmi a casa perchè sono pigra, io non sono così"
L'ho portata in bagno, l'ho lavata, pettinata e le ho anche messo il rossetto, quando la suora è entrata a vedere il perchè tardavo così, ci ha trovate sorridenti, pronte ad andare incontro ad un'altra mattinata.
lunamara01.splinder.com
giovedì 9 ottobre 2008
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